Le querce di Mamre

Affresco sotto il portico di Montetauro: Parabola del Buon Samaritano, codex purpureus rossanensis

"Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva  all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e  vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro  incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: "Mio  signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti  dal tuo servo. Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e  accomodatevi sotto l'albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi;  dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal  vostro servo". 
(Genesi 18, 1-5a)

"L'amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l'ospitalità; alcuni,  praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli." 
(Lettera agli Ebrei 13, 1-2)

 

Le Querce di Mamre sono celebrazione dell'amicizia e della xenofilìa del  nostro padre Abramo, il luogo dell'incontro con l'Ospite e con il mistero di  Dio che egli porta con sè, chiunque egli sia: profugo o pellegrino, fuggiasco o  santo. Il portico di Montetauro, soglia fra la nostra Casa e le strade degli  uomini, ha ospitato in questi anni volti, storie, dolori e gioie di donne e  uomini amanti di Dio, di tanti poveri che Lo cercano, di operatori di pace, di  assetati di giustizia, di testimoni e di martiri. Alcuni ancora sono in  cammino, altri sono già nel seno di Abramo. Sotto il nostro  portico, alle Querce di Mamre, li abbiamo incontrati, abbiamo ricevuto una  benedizione, li vogliamo ricordare.