Chi siamo

Assemblea della Piccola Famiglia dell'Assunta

Assemblea della comunità

Siamo dei "semplici cristiani", chiamati a vivere il Vangelo, secondo il modello della prima Comunità apostolica, "assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (Atti 2).

Siamo fratelli e sorelle, consacrati e coniugi, camminiamo secondo la Piccola Regola, scritta da don Giuseppe Dossetti.

La nostra chiamata è semplicemente "la vita battesimale, sino alla sequela pura e totale del Cristo, sia per gli uni nella via della castità per il Regno dei cieli, sia per gli altri nel sacramento del matrimonio" (Statuto, art. 2).

La "Piccola Famiglia dell'Assunta" coniuga la forma monastica dossettiana con il servizio dei piccoli/ammalati.

Comunione con la "Piccola Famiglia dell'Annunziata"

«La nostra Famiglia è data dalla condivisione nello Spirito della "Piccola Famiglia dell'Annunziata". Avremo perciò sempre caro e ravviveremo il vincolo di carità filiale che ci lega a questa famiglia con la quale condividiamo la grazia della stessa regola e le sostanziali consuetudini che ci caratterizzano all'interno delle rispettive Chiese. Pertanto non modificheremo il testo della regola e custodiremo tutte le consuetudini comuni massimamente la lectio continua delle Scritture nel loro calendario e la stessa ufficiatura monastica. Una volta all'anno i nostri superiori conferiranno con quelli della "Piccola Famiglia dell'Annunziata" per confrontare l'andamento della vita regolare, i programmi formativi e il generale andamento della famiglia».
- Statuto, art. 34/35/36 -

Don Athos Righi

Don Athos Righi
(superiore della Piccola Famiglia dell'Annunziata)

In occasione delle professioni, poi, la "Piccola Famiglia dell'Assunta" chiede la benedizione dei superiori della "Piccola Famiglia dell'Annunziata". Riguardo all'abito, all'inizio la "Piccola Famiglia dell'Assunta" non lo voleva.
L'insistenza di don Dossetti fece sì che Paola - attuale superiore del ramo femminile della comunità - chiedesso lo stesso della comunità di Dossetti.

I piccoli e gli ammalati

«I piccoli e gli ammalati (definitivamente incapaci) sono, dopo un breve periodo di tempo necessario all'inserimento, a tutti gli effetti, membri permanenti dell'Associazione. Conseguentemente saranno affidati a un fratello o a una sorella e ai rispettivi rami in modo stabile. Si favoriranno in tutto quelle forme di cooperazione tra i due rami che rendono il servizio efficace e pieno. Si vigilerà anche che l'affidamento personale non degeneri in forme individualistiche compromettendo l'unità nella carità della famiglia. Nelle decisioni si terrà in primo luogo conto di loro e del loro bene con somma cura e preoccupazione [...] Il numero di questi membri deve essere tale che ognuno possa essere servito con cura personale e continua senza venir meno agli altri scopi che animano l'Associazione».
- Statuto, art. 13 -

I piccoli

Micaela (a sinistra) e Renata (a destra)

E così, ad ogni fratello o sorella è affidato un "figlio" per tutta la vita. Con questo si crea un rapporto definitivo: si mangia, si dorme, si sta sempre insieme notte e giorno, non si può essere trasferiti o tolti dal proprio "figlio", come può avvenire in altre comunità religiose o associazioni. La condivisione riguarda ogni momento della giornata regolare, anche durante la preghiera comunitaria. La "Piccola Famiglia dell'Assunta" accoglie, inoltre, anche ragazze-madri ed ex prostitute.

Regola, Statuto e configurazione canonica

La "Piccola Regola" è stata ricevuta dalle mani dello stesso don Dossetti. Lo Statuto, approvato insieme alla "Piccola Regola" il 2 febbraio 1998 - giorno dell'erezione canonica della "Piccola Famiglia dell'Assunta" in Associazione pubblica di fedeli - si presenta un po' diverso da quello della "Piccola Famiglia dell'Annunziata":

«Questo statuto in alcune sue norme (struttura - organi della comunità) è scritto per una comunità ben più numerosa della nostra, ma ugualmente lo vogliamo presentare con solo qualche breve ritocco perché nella sua semplicità e ispirazione ci sembra essere una cosa completa e ordinata che dà al Vescovo, alla Chiesa e alla stessa comunità un metro orientativo completo del volto canonico che viene ad assumere la nostra piccola famiglia.
[Lo Statuto pertanto, ...] si ispira al nostro desiderio di non essere inquadrati formalmente tra gli istituti religiosi in senso canonico. Alla base di questo desiderio sta la nostra idea ispiratrice di fare parte della comunità diocesana in modo canonicamente indifferenziato [... da qui] la nostra preferenza, per ora, per un riconoscimento che, come si è detto, non sia quello di un istituto religioso ma sia canonicamente indiffrenziato rispetto a quello di un'associazione pubblica di fedeli».
- Statuto, premessa -